Alle 21 del 29 marzo 1947, nelle sale del Grand Hôtel Billia a Saint-Vincent, in Valle d'Aosta, lo chef de table Robert Semeghini pronunciò il primo «Messieurs, faites vos jeux». L'albergo era stato costruito nel 1908 per l'imprenditore Stefano Billia.
Le quattro case da gioco: un'eccezione al codice penale
In Italia le case da gioco con tavoli e sala sono quattro: Saint-Vincent, Sanremo, Venezia e Campione d'Italia. Il codice penale, agli articoli dal 718 al 722, punisce il gioco d'azzardo, e le quattro case lavorano in un regime speciale nato da atti separati: tre provvedimenti dello Stato per Sanremo nel 1927, Campione nel 1933 e Venezia nel 1936, un decreto della Regione per Saint-Vincent nel 1946. La Corte costituzionale, già nel 1985, ha descritto questa disciplina come «contrassegnata da un massimo di disorganicità», e nel luglio 2001 è tornata a citare quelle parole.
Il decreto per Saint-Vincent lo firmò il presidente della Regione Federico Chabod il 3 aprile 1946, e il Conseil de la Vallée votò a favore il 13 maggio dello stesso anno. Il 17 maggio 1946 fu fissata anche la ripartizione degli utili tra la Regione e il concessionario. Il casinò valdostano è ancora l'unico della regione.
A Sanremo l'edificio fu inaugurato il 14 gennaio 1905 come Kursaal, parola tedesca composta da Kur, «cura», e Saal, «sala»: così si chiamavano il casinò e i grandi luoghi di riunione per turisti nelle città di mare e di villeggiatura. Il progetto era dell'architetto francese Eugène Ferret, in stile Liberty. Per oltre vent'anni si giocò senza un'autorizzazione ufficiale, con il solo consenso delle amministrazioni locali. La legge arrivò a cose fatte: il regio decreto del 22 dicembre 1927 mise in regola l'attività, e l'apertura ufficiale fu il 21 gennaio 1928. Nel giugno 1940 il Ministero dell'Interno chiuse il casinò per la guerra; le sale riaprirono la sera del 31 dicembre 1945. Dal 1° dicembre 2001 il casinò fa capo a una società per azioni con un solo socio, il Comune di Sanremo, che è anche proprietario del palazzo, in corso degli Inglesi 18.
Venezia ha il precedente più antico: il Ridotto, aperto nel 1638 durante il Carnevale dal Maggior Consiglio della Repubblica. L'autorizzazione del Ministero dell'Interno al Comune arrivò il 16 luglio 1936. La sede storica è Ca' Vendramin Calergi, palazzo rinascimentale sul Canal Grande che il Comune acquistò nel 1946 per farne la sede invernale del casinò. Una seconda sede, Ca' Noghera, aperta nel 1999, fu il primo casinò all'americana d'Italia e supera i 5.000 metri quadrati. Dal 1997 la gestione è affidata a una società interamente comunale, e dal 1° ottobre 2012 il gioco lo conduce Casinò di Venezia Gioco S.p.A.
A Campione d'Italia la casa da gioco ha chiuso nel 2018, dopo il fallimento, e ha riaperto quattro anni più tardi. Per il paese resta il motore dell'economia e del lavoro.
Alla fine degli anni Novanta le quattro case pesavano in modo molto diverso: nei primi dieci mesi del 1999 Saint-Vincent, da sola, registrò più ingressi di Sanremo e Venezia messe insieme.
| 1° gennaio – 31 ottobre 1999 | Ingressi | Dipendenti |
|---|---|---|
| Saint-Vincent | 744.552 | 920 |
| Campione d'Italia | 653.220 | 630 |
| Sanremo | 287.890 | 510 |
| Venezia | 282.890 | 470 |
Un resort con sala slot: Villa Mercede a Frascati
Fuori dalle quattro case da gioco, un albergo italiano che promette il casinò offre in pratica una sala slot, qualunque nome porti l'insegna. A Frascati, nella città metropolitana di Roma, in via Tuscolana 20, l'Hotel & Spa Villa Mercede ha quattro stelle ed è stato ristrutturato da cima a fondo nel 2015; conta 60 camere, una spa, una piscina riscaldata e un ristorante con vista su Roma. La «Las Vegas Slot Room» è la sala slot dell'albergo.
Roulette: il doppio zero che lavora per il banco
Nella roulette il conto cambia con la ruota: quella francese, o europea, ha 37 caselle numerate da 0 a 36, quella americana ne ha 38 perché aggiunge il doppio zero. In tutte e due la puntata su un singolo numero, il «pieno», paga 35 volte la posta, e così la casella in più va tutta al banco: il suo margine quasi raddoppia, dal 2,7 per cento della ruota francese al 5,3 di quella americana.
Online, il casinò è un concessionario ADM
Per il gioco a distanza vale un regime a parte: chi lo offre deve avere una concessione dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), che sul proprio portale elenca i concessionari autorizzati al gioco a distanza e i loro siti. Chi cerca un casinò online incontra elenchi come quello dedicato ai siti web dei casinò con soldi veri, ma la verifica della licenza di ciascun operatore passa dal registro ADM, non da una lista di terzi. Con il riordino del settembre 2025 l'ADM ha ufficializzato 46 operatori, titolari di 52 concessioni.
Il gioco con vincite in denaro è vietato ai minori di 18 anni, che non possono entrare nemmeno nelle aree di gioco delle sale bingo, nelle sale con videoterminali e nei locali dedicati soprattutto alle scommesse; chi gestisce il locale chiede un documento d'identità, salvo che la maggiore età sia manifesta. Schedine, tagliandi e slot devono riportare avvertenze sul rischio di dipendenza. Il Telefono Verde Nazionale per il gioco d'azzardo dell'Istituto Superiore di Sanità, 800 558822, è gratuito e anonimo e risponde dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 16.