Poco oltre Angolo Terme la valle si chiude fra due pareti di roccia da cui scendono numerose cascate, e sul fondo scorre il Dezzo: è la Via Mala, detta anche Forra del Dezzo. Il nome indica insieme la gola e la strada che la percorre, la statale 294 della Val di Scalve, e il tratto è compreso nella Strada Verde delle Orobie.
La forra sul Dezzo
Il Dezzo nasce a 1508 metri, nella zona dei Campelli in comune di Schilpario, e dopo 36 chilometri si getta nell'Oglio a Corna di Darfo. È il torrente che ha formato la Valle di Scalve, e nel tratto della forra corre incassato fra le pareti, a tratti accanto alla carreggiata, a tratti molto più in basso.
Lungo la strada la gola misura circa otto chilometri. La statale sale con una pendenza media del 2,5 per cento, in alcuni punti scavata nella roccia viva, ed esce dalla forra a 730 metri di quota, poco prima di Dezzo di Scalve. Salendo si lascia la provincia di Brescia e si entra in quella di Bergamo, a cui appartiene l'alta Val di Scalve. Dezzo, all'uscita, è una frazione divisa fra i comuni di Colere e Azzone: lì si staccano le provinciali per Borno e per Azzone e arriva la statale 671, che scende dal passo della Presolana.
Il nome svizzero e la strada dell'Ottocento
Il nome viene dalla Via Mala svizzera, la strada che dal passo dello Spluga scende verso Coira, con cui la gola del Dezzo ha in comune le pareti strette e il torrente impetuoso. Fino agli anni Sessanta dell'Ottocento nessuna carrozzabile entrava nella forra: in alta Val di Scalve si arrivava dalla Presolana o dal Vivione, valichi difficili nei mesi invernali, e lungo il torrente correva soltanto una via larga al massimo un metro, percorsa con le slitte per il trasporto delle merci.
Un primo progetto di strada, del 1838, ottenne tutte le approvazioni e restò comunque sulla carta. Il secondo, del 1857, fu approvato nel 1861, e i lavori partirono l'anno seguente: in gran parte si allargarono sentieri e mulattiere già esistenti, altrove si scavò nella roccia. La strada fu ultimata nella primavera del 1865 e inaugurata il primo gennaio 1866.
Nel 1922 un cronista del giornale locale «La Valle di Scalve» la descriveva così:
Alla strada sovrastano d’ambo i lati le muraglie ciclopiche delle due catene che la serrano e fra le cui due sommità splende, come nastro frastagliato, l’azzurro del cielo.
Il torrente nel 1923
Alle 7.15 del primo dicembre 1923 crollò la diga del Gleno, appena costruita a circa 1500 metri nell'alta Val di Scalve, e sei milioni di metri cubi d'acqua, fango e detriti si rovesciarono a valle. L'onda distrusse Bueggio, le centrali di Povo e Valbona e quasi tutto l'abitato di Dezzo, poi entrò nella gola.
Prima di Angolo la massa d'acqua ristagnò, formando una sorta di lago, e i segni del passaggio si vedono ancora sulle pareti della Via Mala. Il paese rimase praticamente intatto; a Mazzunno l'acqua portò via la centrale elettrica e il cimitero, poi scese verso Gorzone, Boario e Corna di Darfo e raggiunse il lago d'Iseo quarantacinque minuti dopo il crollo. Le vittime ufficiali furono 356.
Il vecchio tracciato e il balcone
Tra il 1985 e il 1990 la statale fu allargata e in diversi punti spostata in galleria. I tronchi della strada ottocentesca rimasti fuori dalle gallerie si vedono ancora accanto agli imbocchi, stretti come erano, e su uno di essi oggi si cammina.
Si parte dalla ex casa cantoniera lungo la statale, restaurata come punto informativo sulla Via Mala, con il parcheggio accanto; superate alcune sagome di animali in ferro, si prende il vecchio tracciato. Il sentiero è quasi in piano: andata e ritorno richiedono una quarantina di minuti, comprese le soste sul balcone a sbalzo in vetro che si sporge sulla gola.
D'inverno, quando la temperatura scende sotto lo zero, sul percorso si formano lastre di ghiaccio, e dalle pareti pendono le cascate gelate.
Come arrivare alla Via Mala
La forra si raggiunge da Darfo Boario Terme, in Val Camonica, salendo sulla statale 294: dopo Sciano e Gorzone la strada attraversa il Dezzo, entra ad Angolo Terme e, superato il paese, imbocca la gola. Da Milano si viaggia sull'A4 fino a Bergamo, dove si prende la statale 42: passati la Val Cavallina e il lago di Endine, poco prima di Lovere la strada diventa superstrada e risale la Val Camonica fino all'uscita di Darfo.
Chi ha passato la mattina al Lago Moro torna verso Angolo passando dall'Eremo di San Silvestro e prosegue sulla statale verso la forra.
Come inserirla in una giornata
La passeggiata sul vecchio tracciato sta in meno di un'ora, e per il resto della giornata basta seguire la stessa strada. Ad Angolo c'è l'Eremo di San Silvestro; a monte della gola, Dezzo di Scalve e la salita verso Schilpario.
Il parco termale, in paese, è chiuso: Centro Cure e albergo hanno smesso di funzionare fra il 2021 e il 2022, e le sorgenti San Silvestro e Fonte Nuova da quel momento non alimentano più le cure. A ottobre 2026 l'intero complesso era affidato alla curatela fallimentare, con l'asta prevista entro l'anno.
Chiusure e condizioni della strada
Dal 2021 la statale 294 è tornata all'ANAS; fra il 2001 e quell'anno l'avevano gestita le province di Brescia e di Bergamo. Di chiusure la forra ne ha già viste: nel 1960 il disgelo provocò cedimenti che bloccarono la strada per diversi mesi.
| La strada nella forra | Anno |
|---|---|
| Primo progetto di carrozzabile, mai realizzato | 1838 |
| Approvazione del secondo progetto, del 1857 | 1861 |
| Inizio dei lavori | 1862 |
| Inaugurazione della strada | 1866 |
| Crollo della diga del Gleno, l'onda attraversa la gola | 1923 |
| Strada chiusa per mesi dai cedimenti del disgelo | 1960 |
| Allargamento e varianti in galleria | 1985–1990 |
| Gestione delle province di Brescia e di Bergamo | 2001–2021 |
| Ritorno all'ANAS | 2021 |
La chiusura stagionale abituale riguarda invece il tratto più alto: da Schilpario fino all'incrocio per Grumello e Loveno, sul versante della Val Paisco, la statale resta normalmente chiusa da dicembre ad aprile, e nevicate precoci o tardive possono anticiparla o prolungarla. La gola del Dezzo è fuori da quel tratto.
Prima di salire
Per il sentiero bastano scarpe da camminata, ma d'inverno vi servono suole che tengano sul ghiaccio. Il giorno della gita conviene verificare presso l'ANAS che la statale nella gola sia aperta.