
Ottanta adulti con una rinosinusite cronica non allergica, metà trattati per un mese con irrigazioni nasali di acqua di Sirmione, metà con una soluzione isotonica di cloruro di sodio. Alla fine l'endoscopia mostrava un miglioramento in entrambi i gruppi, mentre la resistenza nasale totale, misurata con la rinomanometria, era calata solo con l'acqua termale, secondo uno studio pubblicato nel 2011 da un gruppo guidato da Ottaviano. Lo stafilococco aureo, isolato all'inizio in nove pazienti, cinque in un gruppo e quattro nell'altro, alla fine non c'era più in nessuno dei due.
Un ciclo, 24 prestazioni: le regole del Servizio sanitario
Per il Servizio sanitario le cure inalatorie sono una voce sola. L'allegato 9 del decreto sui livelli essenziali di assistenza del 12 gennaio 2017 la definisce così: «Cure inalatorie (inalazioni, nebulizzazioni, aerosol, humages) (ciclo di 24 prestazioni)». Lo stesso allegato stabilisce che ogni ciclo comprende, in ogni caso, la visita medica all'atto dell'accettazione da parte dello stabilimento.
In Lombardia i cicli convenzionati di cure inalatorie prevedono due sedute al giorno, contro la seduta singola tipica dei fanghi e le tre a giorni alterni della ventilazione polmonare: le ventiquattro prestazioni occupano così dodici giornate. Il ciclo spetta una volta per anno solare. Un secondo ciclo per la patologia invalidante è riservato a invalidi di guerra e di servizio, ciechi, sordi e invalidi civili; ogni altro ciclo ripetuto nello stesso anno resta a carico dell'assistito.
Accanto al ciclo base l'allegato ne prevede due composti, aperti a tutti gli assistiti, e uno riservato agli assicurati INAIL, la riabilitazione della funzione respiratoria, che va oltre la cura termale:
| Ciclo | Per chi | Composizione |
|---|---|---|
| Cure inalatorie | tutti gli assistiti | 24 prestazioni tra inalazioni, nebulizzazioni, aerosol e humage |
| Sordità rinogena | tutti gli assistiti | visita specialistica, esame audiometrico, 12 insufflazioni endotimpaniche, 12 cure inalatorie |
| Ventilazione polmonare controllata | tutti gli assistiti | visita specialistica, 12 ventilazioni polmonari medicate e non, 12 aerosol, 6 inalazioni o nebulizzazioni a giorni alterni |
| Riabilitazione della funzione respiratoria | assicurati INAIL | visite, spirometria, ergometria, elettrocardiogramma, radiografia del torace, esame dell'espettorato, ginnastica respiratoria, ventilazione polmonare, ossigenoterapia, cure inalatorie anche con il nebulizzatore ultrasonico |
Per gli assicurati INPS le inalazioni, gli aerosol e le docce nasali entrano come prestazioni complementari dei cicli di fanghi per le forme reumoartropatiche, fino a un massimo complessivo di diciotto.
Dall'acqua al vapore: come funzionano le quattro tecniche
Nell'inalazione a getto diretto si respira davanti a un getto di acqua termale. Uno dei protocolli clinici pubblicati descrive un trattamento di dodici giorni con un getto a 37 °C: due sedute quotidiane da dieci minuti, separate da almeno cinque di pausa. Nella nebulizzazione e nell'aerosol l'acqua è ridotta in goccioline sempre più fini, che possono raggiungere tratti più profondi delle vie aeree: in tre studi l'aerosol nasale ha particelle di circa 7 micron di diametro medio. In altri protocolli i pazienti respirano per dieci minuti il vapore termale in un ambiente comune e poi fanno dieci minuti di aerosol nasale.
Tutte queste tecniche introducono nell'apparato respiratorio l'acqua termale frazionata in particelle e i gas in essa contenuti. L'humage è una terapia secca che impiega esclusivamente la componente gassosa che si libera dall'acqua sulfurea.
In Lombardia l'elenco delle prestazioni termali convenzionate, approvato dalla Regione con la delibera 6/37451 del 17 luglio 1998, alla voce «seduta inalatoria» riunisce inalazione, nebulizzazione o polverizzazione, aerosol o doccia nasale e humage, «con acqua termale». Nelle terme lombarde la doccia nasale vale quindi come una seduta del ciclo.
Gli stabilimenti aggiungono alle quattro voci varianti proprie. Le Terme di Sirmione elencano anche l'aerosol ionizzato, l'aerosol sonico, la doccia nasale micronizzata e l'irrigazione nasale, in pacchetti a pagamento da sei o da dodici giorni. A Rivanazzano Terme la nebulizzazione avviene nell'ambiente, e lo stabilimento la indica soprattutto per i bambini.
Solo per le forme croniche: le patologie ammesse dal decreto
Le patologie ammesse vengono da due gruppi dello stesso allegato:
- malattie delle vie respiratorie: le sindromi rinosinusitiche-bronchiali croniche e le bronchiti croniche, semplici o con una componente ostruttiva; restano escluse l'asma e l'enfisema avanzato complicato da insufficienza respiratoria grave o da cuore polmonare cronico;
- malattie di orecchio, naso e gola: la rinopatia vasomotoria, le faringolaringiti croniche, le sinusiti croniche, le stenosi tubariche, le otiti catarrali croniche e le otiti croniche purulente non colesteatomatose.
Quasi tutte le voci portano l'aggettivo «croniche»: la sinusite cronica è nell'elenco, l'episodio acuto no. Il messaggio INPS 1274 del 21 marzo 2017 riprende per gli assicurati dell'istituto la stessa formula sulle bronchiti croniche e le stesse esclusioni.
Acque sulfuree e non solo: cosa usano gli studi e le terme lombarde
Nella meta-analisi di Keller, König e Mösges del 2014, che raccoglie tredici studi sulle vie aeree superiori e 840 pazienti trattati, nove studi usano acqua sulfurea, due acqua radioattiva, uno acqua salsobromoiodica e uno acqua cloruro-sodica ipermineralizzata. La revisione del 2025 comprende anche studi con acque di composizione mista, come quelle di Levico, di Telese, delle Terme dei Papi di Viterbo e di Sirmione.
In Lombardia le indicazioni respiratorie compaiono in stabilimenti con acque di classi diverse. A Sirmione l'acqua è ipertermale, sulfurea e salsobromoiodica, ed è indicata per l'apparato respiratorio e l'udito. A Trescore Balneario è sulfurea, per le vie respiratorie e l'orecchio, con un centro dedicato alla sordità rinogena. A Rivanazzano Terme un'acqua sulfurea e salsobromoiodica è indicata per le vie respiratorie, mentre per la sordità rinogena, cioè stenosi tubarica, otite catarrale cronica e otite cronica purulenta, si usa la sulfurea. Anche Vallio Terme ha la terapia inalatoria per l'apparato respiratorio. A dare il nome a ciascuna di queste acque è lo ione che supera i 20 milliequivalenti per litro, o più ioni insieme.
Per scegliere uno stabilimento si possono verificare tre cose: che sia accreditato con il Servizio sanitario, che la sua acqua appartenga alla classe usata negli studi sul disturbo da curare e che offra il ciclo adatto, come quello per la sordità rinogena di Trescore Balneario e di Rivanazzano Terme.
Ad Angolo Terme le inalazioni per i disturbi infiammatori delle vie respiratorie usavano l'acqua fredda della fonte San Silvestro, di tipo solfato-bicarbonato-alcalino-terrosa: una classe diversa da quella sulfurea impiegata in nove studi su tredici della meta-analisi. Il Centro Cure ha chiuso, come l'albergo, tra il 2021 e il 2022; a ottobre 2026 i beni dello stabilimento erano affidati alla curatela fallimentare, con un'asta prevista entro l'anno.
Studi incoraggianti, prove non definitive: il bilancio delle ricerche
L'efficacia di queste acque, soprattutto quelle sulfuree, è stata valutata da diversi studi clinici. Uno studio randomizzato dell'Università di Genova, pubblicato su Rhinology nel 2010 da Salami e colleghi, ha seguito ottanta pazienti con rinosinusite cronica: dodici giorni di inalazioni di vapore caldo e irrigazioni nasali con acqua sulfurea, contro una soluzione fisiologica. Nel gruppo termale le IgE erano più basse a dodici giorni e a tre mesi e le resistenze nasali erano diminuite. Il tempo di trasporto mucociliare è risultato nella norma: 11,5 minuti contro i 17,4 del gruppo di controllo.
Sulla broncopneumopatia cronica ostruttiva uno studio randomizzato in doppio cieco dell'Università di Ferrara, del 2013, ha confrontato in quaranta pazienti con malattia moderata o grave dodici giorni di inalazioni di acqua sulfurea con una soluzione isotonica. Con l'acqua termale si è ridotto l'anione superossido, un indicatore di stress ossidativo, e solo in quel gruppo il punteggio del questionario CAT, che misura l'impatto della malattia, era migliorato a un mese. Gli autori chiedono studi più ampi per capire se le inalazioni cambino l'andamento della malattia.
Due studi riguardano i bambini con infezioni respiratorie ricorrenti. A Genova, nel 2008, cento bambini hanno fatto dodici giorni di inalazioni di vapore caldo con acqua sulfurea o con soluzione fisiologica: nel gruppo termale gli episodi sono stati meno frequenti, più brevi e meno gravi. Ad Agnano, nel 2013, 107 bambini con un'età media di quattro anni e mezzo sono stati assegnati a sorte a due trattamenti di dodici giorni, due volte al giorno: lavaggi nasali e brevi inalazioni con acqua salso-sulfurea oppure con soluzione fisiologica; con l'acqua termale le infezioni sono state meno numerose.
Le sintesi sono più prudenti dei singoli studi. Nella meta-analisi del 2014, con le acque termali e sulfuree il tempo di trasporto mucociliare, cioè quanto impiega il muco a scorrere dal naso verso la gola, si accorcia di 6,69 minuti dopo due settimane e di 8,33 minuti a novanta giorni; con la soluzione isotonica la differenza non è significativa a due settimane e lo diventa a novanta giorni. La raccomandazione degli autori è circoscritta: acqua radioattiva o sulfurea come trattamento aggiuntivo, non farmacologico, nelle malattie delle vie aeree superiori.
La revisione sistematica di Fontana e colleghi del 2025, su 27 studi dedicati alle vie aeree superiori e inferiori, conclude che i risultati sono concordi e incoraggianti, ma non definitivi per la bassa qualità e l'eterogeneità delle ricerche. Una revisione sistematica di dodici studi su asma e BPCO, pubblicata nel 2024, arriva allo stesso punto: il potenziale terapeutico delle acque termali non è ancora dimostrato in modo definitivo.
Pochi effetti collaterali, ma con esclusioni precise
Nella meta-analisi del 2014 gli eventi avversi sono pochi e riguardano solo l'acqua sulfurea: tredici casi di lieve irritazione e bruciore al naso, cinque di minimo sanguinamento nasale, uno di peggioramento dei sintomi e uno di reazione cutanea, diciannove in tutto su 370 pazienti trattati con quell'acqua. Con le altre acque non ne sono stati riportati.
Le controindicazioni partono dall'elenco delle patologie: l'asma e l'enfisema avanzato con insufficienza respiratoria grave restano fuori dal ciclo convenzionato. Regione Lombardia le descrive così: «Le controindicazioni alle cure termali riguardano la metodica o il mezzo impiegato e sono per lo più correlate alla natura della patologia, alla fase della malattia o a patologie concomitanti». Il messaggio INPS elenca controindicazioni specifiche, dalle cardiopatie in fase di scompenso alla gravidanza, riferite ai cicli di fanghi e bagni. La revisione del 2024 richiama anche l'esposizione professionale degli operatori all'acqua termale nebulizzata. Ogni ciclo comincia comunque con la visita medica all'accettazione.
Come accedere alle cure: ricetta, ticket e un ciclo all'anno
Il ciclo convenzionato parte da una ricetta sul ricettario del Servizio sanitario nazionale, firmata dal medico di medicina generale, dal pediatra di libera scelta o da uno specialista di una branca attinente alle patologie curabili che lavori in una struttura con ricettario regionale. L'eventuale codice di esenzione lo scrive il medico sulla ricetta. Si paga il ticket fissato a livello nazionale, salvo esenzione; le prestazioni aggiuntive restano a carico del paziente, come l'alloggio, che nessun ciclo comprende.
Per chi viene da lontano, due delle sedi lombarde con cure inalatorie offrono anche l'alloggio legato alle terme: i quattro alberghi delle Terme di Sirmione e gli appartamenti interni allo stabilimento di Rivanazzano Terme.
Se la ricetta è per voi o per un bambino con otiti ricorrenti, al momento della prenotazione chiedete se il ciclo previsto è quello inalatorio semplice o quello per la sordità rinogena: il secondo comprende anche la visita specialistica, l'esame audiometrico e le insufflazioni endotimpaniche, che portano il gas termale direttamente nella tuba di Eustachio.